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SECCA DELL'ISUELA -1-
E' considerata una delle migliori immersioni della Liguria. Nel parco oltre all'Isuela, abbiamo solamente un'altra secca: la Carega o secca Gonzatti. L'isuela è costituita da un grosso contrafforte roccioso che sale da un fondale fangoso di 45 metri, dista solamente qualche centinaio di metri dalla costa. Il cappello della secca è a circa 13 metri dalla superfice, è un pianoro roccioso con spaccature e anfratti, dove è possibile vedere: polpi, murene e scorfani. La parete esterna,rivolta verso il mare aperto, cade verticalmente da 18-20 metri sino al fondo e offre un emozionante spettacolo: ventagli di gorgonie rosse protese verso l'azzurro. Dove la roccia rientra, formando alcune tettoie, abbiamo dei tratti in ombra ricoperti da gialli madrepolari (leptosammia pruvoti), mentre il corallo rosso è abbondante a partire dai 30 metri. Gli anthias (castagnola rossa) si fanno sempre più fitti via via che ci si avvicina al fondo e negli spacchi sono frequenti grossi scorfani, mustelle e qualche cernia. UN percorso ideale per esplorare l'Isuela inizia con una discesa sul lato esterno, proseguend in senso orario circumnavigandola alla profondità preferita, per poi risalire in cima sul versante occidentale. La distanza da riva e l'esposizione alle correnti fanno dell'isuela un luogo eletto per il pesce di passo: ricciole, tonnetti, ma anche pesci luna in estate e molti dentici che sul cappello della secca sono considerati ormai stanziali.
CRISTO DEGLI ABISSI -7-
Sicuramente è l'immersione più famosa di tutto il Mediterraneo. Tutti i subacquei, almeno una volta nella vita, devono sostare davanti alla statua del Cristo voluta da Duilio Marcante a ricordo dell'amico Dario Gonzatti.Iniziamo la discesa all'interno della baietta che accoglie la statua, realizzata in bronzo con la fusione di medaglie al valore militare di marinai, ancore di navi ed altri reperti gloriosi di persone che hanno dedicato la loro vita al mare.
Mantenendo la statua alla nostra destra, ci dirigiamo a sinistra in direzione della parete.
Seguendo quest'ultima, alla quota di circa 30 metri incontriamo una profonda spaccatura alta e ricca di corallo rosso (CorallumRubrium) , rifugio di aragoste. La parete prosegue e, dove questa termina, inizia una zona di grossi massi ricca di volte ricoperte di margherite di mare (Parazoanthus) e passaggi suggestivi. Saliamo di quota e iniziamo il ritorno: terminati i massi intorno ai 12 metri troviamo una zona di posidonie (al di sopra della parete) e subito dopo una sella ricca di spaccature.
Passata questa sella, che offre tane per murene e polpi, poche pinneggiate ci separano dal fascino leggendario del Cristo degli Abissi.
Qui possiamo fermarci a contemplare la statua, scattare fotografie e ammirare i suggestivi giochi creati dalla luce del sole.
DRAGONE -8-
E' una famosa immersione del Promontorio che, pur avendo risentito della moria degli anni scorsi, ha sempre il suo fascino. Uscendo dalla baia di S. Fruttuoso, sul lato est la parete forma una piccola rientranza. Sott'acqua si sprigiona tutto il suo fascino e la sua imponenza con una parete verticale che scende fino a 25 metri. In corrispondenza dell'angolo estremo della rientranza troveremo una spaccatura verticale che offre rifugio anche a piccole cernie. Nuotando poi verso sud ci troveremo sospesi vicino ad una parete che presenta spaccature orizzontali, ricchissime di corallo. Dedicate il tempo necessario all' esplorazione delle fessure in quanto, sono presenti numerosi organismi: aragoste, nudibranchi, tordi, scorfani, madrepolari e galatee. Continuando a nuotare verso l'esterno della baia, la profondità aumenta. A 40 metri si notano sul fondo grossi massi in cui si trovano concentrate delle gorgonie rosse che sono più rare in parete. Si consiglia di utilizzare una buona torcia per esplorare le spaccature, alla ricerca di aragoste, rari astici, saraghi maggiori e qualche cernia. Per il ritorno, si risale lungo la parete fino ad una quindicina di metri e ci si dirige all'interno della baia. Anche qui infatti le sorprese non finiscono: ecco una grande volta formata da una rientranza della parete, molto suggestiva e interamente ricoperta di spugne, madrepolari ed eunicelle.
FARO DI PORTOFINO -21-
Considerata la morfologia del fondo e la sua posizione, quest' immersione e senz' altro tra le più versatili e ricche di pesce di tutto il promontorio. Si può sceglire tra un itinerario in acqua bassa seguendo la linea costiera, oppure di scendere in profondità; gli ultimi massi prima della distesa fangosa sono a 65 metri. In ogni posizione comunque, abbiamo abbondanza di tane e fessure che si sono decisamente ripopolate negli ultimi anni. Non è necessario andare profondo per incontrare il pesce, infatti la zona migliore e quella compresa tra i 20 e i 30 metri. Non è necessario seguire un percorso, basta scendere lungo la catena della boa di segnalazione, fino al suo corpo morto, che già ci troveremo in un bellissimo punto di osservazione: verso il largo la roccia forma dei gradoni ricoperti di gorgonie e corallo, mentre le volte delle grotte sono tappezzate di gialli madrepolari. Nuotando verso la costa e nascondendosi tra i massi, l' incontro con i dentici sarà assicurato. Quando il mare è mosso la quantità di pesce aumenta in modo sorprendente: folti branchi di saraghi, che si mescolano a dentici e orate che si avvicinanano cautamente. A volte si scorge anche un numeroso branco di ricciole di buona taglia, nuotare a mezz' acqua. Sul lato interno della punta invece, all'inizio dell'estate, potremo trovare numerose tane con grossi polpi
RELITTO MOHAWK DEER -16-
Famoso relitto della nave cisterna canadese, varata a West Bay City nel 1896 e naufragata nel 1967, mentre veniva rimorchiata verso i cantieri di La Spezia per la demolizione. Il relitto si trova sui fondali della Cala degli Inglesi e lo scafo è spezzato in due tronconi. Quello prodiero è perpendicolare alla costa e la prua, che punta proprio verso terra, si trova a circa 20 metri di profondità. E' questa la parte più interessante e spettacolare del relitto, potremo vedere la grossa ancora ancora trattenuta dalla catena che esce dall'occhio di cubia, i suggestivi grossi argani, le cale delle ancore e le grandi bitte, di una nave che era lunga ben 137 metri. I resti della plancia si possono esplorare intorno ai 30 metri, dove non è raro incontrare tra le lamiere, grossi gronghi. Il resto dello scafo è piegato sul fianco destro ed è costituito dalle stive: un ambiente suggestivo di facile penetrazione. Il relitto termina a 43 metri di profondità, spezzato di netto. La zona poppiera, si trova ad un centinaio di metri di distanza verso levante, completamente distrutta dalla forza del mare. Vi sono molte lamiere divelte, piegate, spezzate, in cui sitrovano i resti degli alloggi e dei motori. Queste strutture, costituiscono, ormai da anni, un eccezionale zona di ripopolamento ittico, dove saraghi, corvine, cernie, murene gronghi, hanno eletto dimora.